09/10/2007

Diete

07bde65090640ecab12e60f35a5d0745.jpgSono andata da un medico, l'ennesimo al quale ho raccontato delle mie ansie e delle mie emicranie. Premesso che io gli ho detto da subito che non avrei mai e poi mai iniziato una cura a base di schifezze inibitorie e demotivanti che usano chiamare antidepressivi e ansiolitici, lui, dopo avermi visitata ha tratto una conclusione, dal mio punto di vista soprendente. "Lei deve innanzitutto ingrassare!". Cosa???? "Se vuole star bene deve  tornare da me con almeno 5 kili in più e poi possiamo stabilire insieme come risolvere i suoi prolemi". Sono rimasta interdetta perchè anni fa, quando ero in cura da una dietologa, avrei fatto qualsiasi cosa per sentirmi dire quelle cose. Allora, mentre davo un rapido sguardo alla dieta che aveva elaborato apposta per me con un surplus di calorie e mentre pensavo che sarebbe stato ridicolo ingozzarsi di quella maniera, mi sono rivista a 18 anni quando grondavo adipe e sorrisi da tutte le parti. Com'era possibile?!? Ero una specie di omino michlain travestito da adolescente in cerca di un prinicpe azzurro. Indossavo orribili "pinocchietti" perchè non erano scomodi come i pantaloni, nè antiestetici come le minigonne, guardavo con invidia i bikini supesuccinti delle mie amiche la cui stoffa sarebbe servita a coprire solo uno dei miei morbidi chiapponi eppure...non ricordo di aver mai pronunciato la parola ansia! Non sapevo nemmeno cosa volesse dire rinunciare ad una gita fuoi porta con gli amici, ad un cinema, ad un concerto, ad una qualsiasi situazione che non fosse vicino casa. Il mio aspetto mi imbarazzava eppure avevo voglia di mostrarmi, di apparire di essere al centro di tutto. Andavo in giro per boutique allegramente sognando di indossare un giorno tutto ciò che desideravo. Sogghignavo di fronte alle cotte non corrisposte perchè pensavo che un gorno sarei diventata una donna irresistibilmente magra e sexy e che presto mi sarei presa tutte  le mie soddisfacenti rivincite ed inoltre avevo un enorme punto di forza che mi rendeva unica e speciale agli occhi degli altri, una dose incredibile di autoironia che divertiva innanzitutto me stessa.  Ho realizzato così, imabombalata in quello studio medico, che forse per caso, forse no, i miei problemi sono iniziati proprio mentre perdevo peso evidentemtne alla stessa velocità con la quale la mi autostima scendeva di livello. E' paradossale ma è un dato di fatto del quale non posso non prendere atto. Forse la risposta è che ci sono altri occhi con i quali guardiamo noi stessi e ai quali spesso  riesce difficile credere, forse realmente non è lo specchio il giudice supremo della nostra bellezza, forse è vero che questi kili di meno hanno schermato il bello di me che è più bello di un vitino di vespa e caviglie sottili e che non basta il metro di un dietologo per misurare tutto. Forse è altrettanto vero che il desiderio e i complimenti di un uomo non sono la dimostrazione che siamo degne di esistere, ma solo un monito a stare attente a chi non sa guardare oltre... forse...ma intanto vado a farmi un panino va....

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26/09/2007

Pensieri folli

cd736a968034b8a1f3feaea4587de510.jpgNon ho mai avuto paura di abbandonarmi ad un pensiero folle, ad' una idea assurda. Chi ha detto che ragione e coscienza non possano spalancare le porte della nostra mente  lasciando entrare un'aria del tutto fresca e rinnovata come quella di una leggera follia. In fondo la fede è follia, la preghiera anche e in questo ambito senza confini ho scoperto che il reale altro non è che la proiezione al negativo dell'irreale, è lìingabbiamento dei nostri desideri più profondi, la circoscrizione della nostra più intima individualità. I pensieri folli esulano da ciò che dovrebbe essere e da come dovrebbe essere il mondo e percorrono strade nuove, dove ogni veduta si plasma al nostro passaggio e ci sorprende per la novità dei suoi colori e delle sue imprevedibili forme. Io non ho paura di addentrarmi in territori sconfinati senza obblighi direzionali o limiti di velocità, non ho paura se la strada ad un certo punto finisce e sono costretta ad arrampicarmi con fatica pur di scoprire cosa c'è oltre la cima di quel monte fatto di preconcetti e pregiudizi. Non mi pongo limiti se  sento di voler perdonare un carnefice, non mi sento ridicola se ho voglia di parlare agli animali, non rifletto prima di esprimere un'idea anche se è forte, anche se contrasta un essrcito di benpensanti che facilmente aggrediscono con superbia ed arroganza. Non avere un briciolo di follia significa viaggiare senza abbandonare mai il proprio bagaglio di abitudini, è come andare in un ristorante Thailandese e chiedere se hanno del cibo italiano, è come affermare che non ci piace una pietanza senza ancora averla assaggiata o una persona prima di averla veramente conosciuta. In questo continuo dibattito, spesso anche troppo acceso che è la vità, ho capito che tra bene e male, giusto e sbagliato, destra e sinistra, colpevole o innocente, vittima o carnefice esiste sempre un'altra possibilità che non risiede nelle risposte e nei giudizi insindacabili ma nella libertà di un pensiero diverso e quindi meravigliosamente folle.  

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30/07/2007

Il lato oscuro

0551bd0013ae353134b133c86cffaef5.jpgVorrei che il mio lato oscuro mi venisse in sogno e mi spiegasse tutte le cose che io ho bisogno di sapere. Vorrei che smettesse di nascondersi dietro questo vuoto profondo, vorrei che si riempisse di luci e di colori in modo che io possa finalmente vederlo e riconoscerlo anche a distanza e senza tutta questa fatica. Vorrei smettere di pensare che sia così  brutto e spaventoso, e vorrei smettere di illudermi che non esista. Vorrei che uscisse allo scoperto nella maniera più naturale possibile perchè non mi piace ricorrere ai mezzi estremi. Ma sono stanca ormai e non vedo altra via d'uscita se non quello di scovarlo in ogni angolo di questo labirinto fino a costringerlo a parlare e a dirmi finalmente, io di che cosa ho paura!

10:46 Scritto da: ventiseiaprile in Riflessioni | Link permanente | Commenti (12) | Segnala | Tag: daiela, riflessioni | OKNOtizie |  Facebook