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<title>Il Blog di Daniela</title>
<description>MI RACCONTO COSI'...</description>
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<lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 22:18:25 +0200</lastBuildDate>
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<title>Gelati e tonsille</title>
<link>http://ventiseiaprile.myblog.it/archive/2009/07/03/gelati-e-tonsille.html</link>
<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>Passione</category>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:07:10 +0200</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questi giorni ho fatto una scoperta sensazionale che mi riguarda: ho scoperto di essere addirittura sensibile, assurdo, chi lo avrebbe mai detto!! Ho scoperto che nonostante il mio refrigeratore di sentimentalismi funzioni alla grande, ci vuol poco a farmi sciogliere come fa un fiordifragola al sole quando perde la sua forma rigida colandola al suolo in gocce di gusto e lasciando scoperta tutta la dolcezza del suo soffice e candido cuore di panna. E' una scoperta, la mia, che equivale alla individuazione di un lato oscuro e indefinito dentro di me, quell'ombra che non avevo mai potuto scorgere, avendo avuto compulsivamente cura di accendere i riflettori sempre e solo sulla forza centifruga che alimenta i miei comportamenti da &quot;donna che non deve chiedere mai&quot;. E invece ogni tanto chiedo anch'io, come adesso che chiedo a me stessa un pò di tempo per ricordare, e un pò, perchè no, anche per piangere, prima di ricongelare il tutto, e di incartarlo sotto una travolgente voglia di andare avanti e di godersi un presente che ha il sapore trionfale del &quot;premio&quot; vinto per avere sopportato bene tutto quello che mi era stato tolto...proprio come quando si da il gelato ai bambini che vengono operati alle tonsille.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/01/858854814.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/02/00/858854814.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/02/00/456591000.jpg&quot; id=&quot;media-814878&quot; alt=&quot;fiordifragola.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-814878&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt; 
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<title>Una giornata particolare....</title>
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<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>blog life</category>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 10:25:23 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:WordDocument&gt; &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt; &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt; &lt;w:Compatibility&gt; &lt;w:BreakWrappedTables /&gt; &lt;w:SnapToGridInCell /&gt; &lt;w:WrapTextWithPunct /&gt; &lt;w:UseAsianBreakRules /&gt; &lt;/w:Compatibility&gt; &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;!--[if gte mso 10]&gt;  &lt;![endif]--&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Da quando ho iniziato a pubblicare cazzate su fb, non mi riesce proprio più di scrivere seriamente quello che mi passa per la testa. O meglio, se lo faccio, mi sono accorta di non essere più credibile. Ieri ad esempio, ho scritto che dovevo smetterla di essere impulsiva, riflessione che è scaturita da una serie di sbagli che ho commesso e per i quali sto pagando conseguenze che purtroppo non vanno mai in saldo, e un contatto mi ha risposto prontamente “questa volta non ho capito la battuta”. Sticavoli, mi sono detta!! Non voglia mai iddio che io stia diventando la scema del villaggio globale!! Devo assolutamente riprendere pieno possesso delle mie facoltà cognitive e proverò a farlo raccontando di sabato, in modo che possiate tutti sentire anche l’altra campana, quella di Napoli.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non mi soffermo sui preliminari, tanto sono sempre gli stessi…pulizie un po’ più approfondite, installazione degli asciugamani di lino nel bagno degli “ospiti”, intensificazione dell’outing sui gatti affinchè non cagassero nei vasi durante la permanenza del gradito ospite, collocazione del tuner radio sulla frequenza di solo musica italiana che predispone meglio all’inciucio e prove davanti allo specchio dell’accoglienza, affinchè risulti più calorosa e familiare possibile. Risultato:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’ospite si perde nel cuore della città soprannonimato “il bronx”, io vado nel panico peggio di lei perché non riesco a capire esattamente dove sia, lei simula sfacciatamente una tranquillità che possa in qualche modo rasserenare anche me e io che davanti allo specchio cambio il copione e recito: ma questa come czz ha fatto a sbagliare l’uscita?!?”&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma lei è in gamba…e ci mette poco a raggiungere la mia dimora, solare e radiosa come non l’avevo mai vista, anche perché era la seconda volta che la vedevo &lt;span style=&quot;font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span&gt;:-)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E mi porta un dono meraviglioso, che non è il coprispalle fantastico di lana misto seta fatto con le sue fantastiche mani e che ha avuto anche cura di confezionare ad arte, ma è una cosa ancora più rara e preziosa: la condivisione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sembra scontato, ma la condivisione vera, quando la senti, ti sembra di non averla mai vissuta prima.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ah, e poi dimenticavo, poteva mai venire a casa mia senza le mozzarelle?!?.... &lt;span style=&quot;font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span&gt;:-)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/00/01/2048196610.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/02/678667852.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/02/1465979282.jpg&quot; id=&quot;media-766809&quot; alt=&quot;amicizia_01-thumb.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-766809&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt; 
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<title>Mai dire...stronzate</title>
<link>http://ventiseiaprile.myblog.it/archive/2009/05/13/mai-dire-stronzate.html</link>
<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>Riflessioni</category>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 12:04:56 +0200</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Abito di fronte ad una scuola materna. Il che è una fortuna perché vedere i bambini che vanno a scuola è sempre uno spettacolo straordinario. Ancor più straordinario è sentire le loro vocine che provano ad esprimere pensieri da adulti in un linguaggio tenero e spregiudicatamente realistico nello stesso tempo.&lt;br /&gt; Idem non dicasi per lo spettacolo delle mamme che li accompagnano al mattino e che a volte stento a credere che siano le stesse quando se li vengono a riprendere. Un po’ come assistere alla trasfigurazione della premurosa e tenera mamma di Winnie the Pooh in Gozilla che non riesce a digerire il Gormito che ha appena divorato.&lt;br /&gt; Fosse solo questo il punto, credo che il mio fegato non minaccerebbe ogni volta il suicidio per l’eccessivo carico di bile, come fa invece quando le sente parlare con i propri figli. A tal proposito ho stilato un elenco di cose che non dirò mai ai miei (eventuali) figli e che se mi dovessero scappare credo che mi costringerei a vedere per dieci volte di seguito il film: “tre metri sopra il cielo” dopo avere letto il libro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; 1) Non avvicinarti al cane, che ti morde (quando non si vuole ottenere niente)&lt;br /&gt; 2) Guarda che chiamo il cane (quando si vuole indurre il bambino ad un comportamento specifico)&lt;br /&gt; 3) Non correre perché se ti fai male poi viene il dottore che ti fa la siringa con un ago enorme (forse sarebbe più opportuno spiegare al bambino che se si fa male poi la mamma se ne dispiace)&lt;br /&gt; 4) Ti sei sporcato il grembiule, lo sapevo! (queste mamme moderne sanno sempre tutto)&lt;br /&gt; 5) Non piangere, lo vedi che gli altri bimbi non piangono?!? (caso mai gli altri compagni non gli stessero già sufficientemente sulle scatole)&lt;br /&gt; 6) Se fai il bravo la mamma ti fa stare due ore in più davanti alla playstation (il Nintendo è sempre il Nintendo)&lt;br /&gt; 7) Non prendere a calci il gatto perché è sporco (non perché si fa male eh?!?)&lt;br /&gt; 8) Muoviti perché la mamma deve andare dal parrucchiere&lt;br /&gt; 9) Glielo dico a tuo padre&lt;br /&gt; 10) Non toccare perché è cacca (i miei figli dovranno realizzare il più tardi possibile che viviamo in un mondo di merda)&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/00/02/1551037645.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/00/02/2037056606.gif&quot; id=&quot;media-751555&quot; alt=&quot;bambinoscuola.gif&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-751555&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; E chest è… 
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<title>INVITO UFFICIALE</title>
<link>http://ventiseiaprile.myblog.it/archive/2008/12/23/invito-ufficiale.html</link>
<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>blog life</category>
<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 20:53:18 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;ANNUNTIO VOBIS, GAUDIUM MAGNUM...HABEO NOVUM BLOGUM...YEAHHH!!&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siete pertanto tutti, ma proprio tutti invitati alla mia inaugurazione che si terrà a partire da questo istante e si protrarrà fino a quando avrete voglia di starci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Allora vi aspetto: l'indirizzo è il seguente: http://ilblogdidaniela.myblog.it&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Colgo inoltre l'occasione per farvi i miei migliori auguri per le feste e non solo. Che tutti i vostri sogni possano diventare realtà, ma soprattutto che la vostra realtà, sia sempre una realtà da sogno. ..Daniela&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/02/02/1711700560.jpg&quot; id=&quot;media-586537&quot; alt=&quot;auguri_buon_natale.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt&quot; /&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
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<title>La giraffa</title>
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<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>Stronzate Varie</category>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 12:30:00 +0100</pubDate>
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&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;img name=&quot;media-573230&quot; src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/02/1772911096.jpg&quot; alt=&quot;giraffa.jpg&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; id=&quot;media-573230&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Si smette di essere bambini quando si comprende che la giraffa che abbiamo costruito con i mattonicini lego non può mangiare l'erba...perchè resta&amp;nbsp;pur sempre&amp;nbsp;un insieme di mattoncini colorati...&lt;/font&gt; 
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<title>Le persone &quot;sole&quot;</title>
<link>http://ventiseiaprile.myblog.it/archive/2008/12/04/le-persone-sole.html</link>
<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>Riflessioni</category>
<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 11:05:02 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/01/268754976.jpg&quot; alt=&quot;alberodellavita.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; id=&quot;media-563918&quot; name=&quot;media-563918&quot; /&gt;Ricordo che quando ero piccola, avevo uno strano modo di concepire la realtà. Più che altro la reinventavo a modo mio, poi “etichettavo” il tutto in base alla mia personale interpretazione delle cose. Giocavo così a suddividere le persone in categorie di fantasia che nulla avevano a che fare con il bipolarismo a cui la maestra delle scuole elementari ci educava opportunamente attraverso la famose divisione della lavagna in buoni e cattivi; anche perché secondo il criterio di valutazione che veniva posto in essere, i buoni erano i “mammalucchi”, cioè quelli che facevano tutto quanto veniva loro richiesto e i cattivi erano i “non mammalucchi”.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La mia suddivisione sociale &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;prevedeva invece la classificazione degli individui in “persone sole” e “persone non sole”, ovverosia le persone che avevano il sole dentro e quelle che invece secondo me &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;non ce l’avevano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;All’inizio, ricordo che ci mettevo un po’ più di tempo a distinguere tra l’una e l’altra categoria, poi, grazie all’esperienza che mano mano acquisivo, imparavo gradatamente a riconoscere le persone “sole” anche dal mio primissimo approccio interattivo che avevo con loro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La cosa strana è che &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;nemmeno io sapevo bene cosa volesse dire esattamente avere il sole dentro. Perché le mie persone “sole” non erano sempre così solari. Loro soffrivano, e molto anche, sapevano essere allegre così come profondamente tristi, sapevano accontentarsi, così come arrabbiarsi, ribellarsi così come capire e accettare, sapevano sgridare e venivano opportunamente sgridate, sapevano essere severe e dolci, protettive e minacciose, ma non smettevano mai di trasmettermi una energia particolare, un qualcosa che mi affascinava perché sapevo essere inesauribile e al momento opportuno sorprendente. Delle persone “sole” io non avrei mai potuto prevedere una reazione, delle altre invece si e questo aspetto forse era proprio alla base di tutte le altre consequenziali differenze. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ora devo dire che sono tanti, per fortuna, i miei infantili pensieri che nel corso della vita ho abbandonato per far posto a grattacapi di ben altro ben altro genere, ma la leggenda delle persone “sole” resta sempre un caposaldo della mia filosofia interpretativa della vita. Oggi ho capito che le persone sole sono quelle che scaldano senza bisogno di essere scaldate, sono quelle che fanno luce senza che nessuno le accenda, sono quelle che non coltivano personalmente ma che danno agli altri la possibilità di coltivare, sono quelle che quando si oscurano, oscurano anche il mondo intorno a loro, sono quelle che accarezzano anche senza toccare, sono quelle che perdono senza sentirsi perdenti e quelle che vincono, senza sentirsi vincenti. Una persona “sole” è per me chi non ha mai avuto paura, di restare una persona “sola”,e che vive quindi la sua &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;vita costruendo montagne di ricordi e non coprendo i vuoti delle proprie solitudini. Inutile dire che nel corso dei miei primi 36 anni di vita le persone “sole” le ho contate sulla dita di una mano, della quale il pollice, ovviamente…sono io!&lt;/font&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Wingdings&quot;&gt;&lt;span&gt;J&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>Katia...e chi se no?!?</title>
<link>http://ventiseiaprile.myblog.it/archive/2008/12/01/katia-e-chi-se-no.html</link>
<author>noreply@myblog.it (ventiseiaprile)</author>
<category>Dediche</category>
<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:38:08 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ventiseiaprile.myblog.it/media/01/02/1353107740.jpg&quot; alt=&quot;fiori.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; id=&quot;media-559990&quot; name=&quot;media-559990&quot; /&gt;Fa decisamente molto freddo qui, i mie mondi sommersi, &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;si sono addirittura congelati. Accendo la luce e mi ritrovo in uno scantinato impolverato, filtra appena una luce tenue che mi permette di riconoscere la carta e il calamio, dopo provvederò a dare una sistemata, per il momento ho urgenza di aprire il mio cuore a Katia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ore 8.00 del mattino, la sveglia suona, l’avevo programmata apposta dopo aver calcolato con precisione napoletana il tempo di: rifare il letto, sfamare i gatti, una scopata veloce con il folletto prima di lavare per terra, infornare le salsicce e le patate, preparare la tavola con il servizio buono che giace da sei anni a questa parte nel punto più estremo della credenza, e ovviamente, farmi &lt;s&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;bella&lt;/s&gt; passabile per lei, Katia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ore 9: 30 del mattino, la sveglia suona ancora&lt;/font&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Wingdings&quot;&gt;&lt;span&gt;J&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ore 12:00 circa (in realtà non ricordo minimamente che ora fosse) quella incredibile donna di Katia, dotata di una intraprendenza che mi fa una invidia che non sto qui a dire, mi avvisa che lei è già alle porte di Napoli. “Czz.. e mo?!?!”&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Lascio che si asciughi per terra, mi butto sotto la doccia, niente tavola apparecchiata, niente salsicce in forno, niente servizio buono, niente stragnoccca, tanto si è capito che lei ha una fervidissima immaginazione, mi metto un jeans e una felpa col cappuccio che sembro il secondo di un pugile sfigato e corro a prenderla giù al parco.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Lei era fuori dalla macchina che parlava al cell. “Che donna”…penso..la guardo per qualche secondo poi inizio a dimenarmi come un’ossessa nella smartina sperando che potesse riconoscermi, e invece è stata l’unica a non accorgersi di una povera deficiente che si sbraccaiava e sorrideva come in una scena di un film muto di Charly Chaplin. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Vabbè, per fortuna hanno inventato il cellulare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;E tutto il resto è casa, è un leggero imbarazzo iniziale più che altro perché in tavola non era ancora pronto niente, è la sensazione di un focolaio appena acceso, di una allegria particolare, è ottima mozzarella di bufala, è odore di caffè, sapore di dolci, è una scusa per fare due passi e inciuciare a quattro orecchi e non di più, è amicizia, quella vera, è una sciarpa confezionata con l’arte della delicata premura, è il colore meraviglioso di un dono morbido e caldo, è la condivisione di tutto questo con l’uomo che amo, è una bella donna che oltre a due tette enor…diciamo piuttosto evidenti, ha occhi che ti sanno guardare e orecchie che ti sanno ascoltare, tutto il resto è…Katia e benedetto sia il blog che me l’ha fatta incontrare!!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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