23/12/2008
INVITO UFFICIALE
ANNUNTIO VOBIS, GAUDIUM MAGNUM...HABEO NOVUM BLOGUM...YEAHHH!!
Siete pertanto tutti, ma proprio tutti invitati alla mia inaugurazione che si terrà a partire da questo istante e si protrarrà fino a quando avrete voglia di starci.
Allora vi aspetto: l'indirizzo è il seguente: http://ilblogdidaniela.myblog.it
Colgo inoltre l'occasione per farvi i miei migliori auguri per le feste e non solo. Che tutti i vostri sogni possano diventare realtà, ma soprattutto che la vostra realtà, sia sempre una realtà da sogno. ..Daniela

20:53 Scritto da: ventiseiaprile in blog life | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
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12/12/2008
La giraffa

12:30 Scritto da: ventiseiaprile in Stronzate Varie | Link permanente | Commenti (24) | Segnala | OKNOtizie |
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04/12/2008
Le persone "sole"
Ricordo che quando ero piccola, avevo uno strano modo di concepire la realtà. Più che altro la reinventavo a modo mio, poi “etichettavo” il tutto in base alla mia personale interpretazione delle cose. Giocavo così a suddividere le persone in categorie di fantasia che nulla avevano a che fare con il bipolarismo a cui la maestra delle scuole elementari ci educava opportunamente attraverso la famose divisione della lavagna in buoni e cattivi; anche perché secondo il criterio di valutazione che veniva posto in essere, i buoni erano i “mammalucchi”, cioè quelli che facevano tutto quanto veniva loro richiesto e i cattivi erano i “non mammalucchi”.
La mia suddivisione sociale prevedeva invece la classificazione degli individui in “persone sole” e “persone non sole”, ovverosia le persone che avevano il sole dentro e quelle che invece secondo me non ce l’avevano.
All’inizio, ricordo che ci mettevo un po’ più di tempo a distinguere tra l’una e l’altra categoria, poi, grazie all’esperienza che mano mano acquisivo, imparavo gradatamente a riconoscere le persone “sole” anche dal mio primissimo approccio interattivo che avevo con loro.
La cosa strana è che nemmeno io sapevo bene cosa volesse dire esattamente avere il sole dentro. Perché le mie persone “sole” non erano sempre così solari. Loro soffrivano, e molto anche, sapevano essere allegre così come profondamente tristi, sapevano accontentarsi, così come arrabbiarsi, ribellarsi così come capire e accettare, sapevano sgridare e venivano opportunamente sgridate, sapevano essere severe e dolci, protettive e minacciose, ma non smettevano mai di trasmettermi una energia particolare, un qualcosa che mi affascinava perché sapevo essere inesauribile e al momento opportuno sorprendente. Delle persone “sole” io non avrei mai potuto prevedere una reazione, delle altre invece si e questo aspetto forse era proprio alla base di tutte le altre consequenziali differenze.
Ora devo dire che sono tanti, per fortuna, i miei infantili pensieri che nel corso della vita ho abbandonato per far posto a grattacapi di ben altro ben altro genere, ma la leggenda delle persone “sole” resta sempre un caposaldo della mia filosofia interpretativa della vita. Oggi ho capito che le persone sole sono quelle che scaldano senza bisogno di essere scaldate, sono quelle che fanno luce senza che nessuno le accenda, sono quelle che non coltivano personalmente ma che danno agli altri la possibilità di coltivare, sono quelle che quando si oscurano, oscurano anche il mondo intorno a loro, sono quelle che accarezzano anche senza toccare, sono quelle che perdono senza sentirsi perdenti e quelle che vincono, senza sentirsi vincenti. Una persona “sole” è per me chi non ha mai avuto paura, di restare una persona “sola”,e che vive quindi la sua vita costruendo montagne di ricordi e non coprendo i vuoti delle proprie solitudini. Inutile dire che nel corso dei miei primi 36 anni di vita le persone “sole” le ho contate sulla dita di una mano, della quale il pollice, ovviamente…sono io! J
11:05 Scritto da: ventiseiaprile in Riflessioni | Link permanente | Commenti (36) | Segnala | OKNOtizie |
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01/12/2008
Katia...e chi se no?!?
Fa decisamente molto freddo qui, i mie mondi sommersi, si sono addirittura congelati. Accendo la luce e mi ritrovo in uno scantinato impolverato, filtra appena una luce tenue che mi permette di riconoscere la carta e il calamio, dopo provvederò a dare una sistemata, per il momento ho urgenza di aprire il mio cuore a Katia.
Ore 8.00 del mattino, la sveglia suona, l’avevo programmata apposta dopo aver calcolato con precisione napoletana il tempo di: rifare il letto, sfamare i gatti, una scopata veloce con il folletto prima di lavare per terra, infornare le salsicce e le patate, preparare la tavola con il servizio buono che giace da sei anni a questa parte nel punto più estremo della credenza, e ovviamente, farmi bella passabile per lei, Katia.
Ore 9: 30 del mattino, la sveglia suona ancora J
Ore 12:00 circa (in realtà non ricordo minimamente che ora fosse) quella incredibile donna di Katia, dotata di una intraprendenza che mi fa una invidia che non sto qui a dire, mi avvisa che lei è già alle porte di Napoli. “Czz.. e mo?!?!”
Lascio che si asciughi per terra, mi butto sotto la doccia, niente tavola apparecchiata, niente salsicce in forno, niente servizio buono, niente stragnoccca, tanto si è capito che lei ha una fervidissima immaginazione, mi metto un jeans e una felpa col cappuccio che sembro il secondo di un pugile sfigato e corro a prenderla giù al parco.
Lei era fuori dalla macchina che parlava al cell. “Che donna”…penso..la guardo per qualche secondo poi inizio a dimenarmi come un’ossessa nella smartina sperando che potesse riconoscermi, e invece è stata l’unica a non accorgersi di una povera deficiente che si sbraccaiava e sorrideva come in una scena di un film muto di Charly Chaplin. Vabbè, per fortuna hanno inventato il cellulare.
E tutto il resto è casa, è un leggero imbarazzo iniziale più che altro perché in tavola non era ancora pronto niente, è la sensazione di un focolaio appena acceso, di una allegria particolare, è ottima mozzarella di bufala, è odore di caffè, sapore di dolci, è una scusa per fare due passi e inciuciare a quattro orecchi e non di più, è amicizia, quella vera, è una sciarpa confezionata con l’arte della delicata premura, è il colore meraviglioso di un dono morbido e caldo, è la condivisione di tutto questo con l’uomo che amo, è una bella donna che oltre a due tette enor…diciamo piuttosto evidenti, ha occhi che ti sanno guardare e orecchie che ti sanno ascoltare, tutto il resto è…Katia e benedetto sia il blog che me l’ha fatta incontrare!!
11:38 Scritto da: ventiseiaprile in Dediche | Link permanente | Commenti (23) | Segnala | OKNOtizie |
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