30/09/2008
Poesia SenZa SenZo
Amo l’amore
Odio l’odio
Affetto l'affetto
Guardo uno sguardo
Pianto una pianta
Canto un canto
Casco col casco
Gioco un gioco
Pesco un pesce
Picchio un picchio
Tasso un tasso
Fungo un fungo
Tasto un tasto
Tronco un tronco
Tiro un tiro
Faccio una faccia
Saggio un saggio
Piego una piega
Ruoto la ruota
Muto la muta
Rassetto l'assetto
Ritratto il ritratto
Tendo una tenda
Lancio una lancia
Violo una viola
Tosto un toast
Posto un post
Attrezzo l’attrezzo
Trombo una tromba
Sego una sega
Scopo una scopa
Palpo un polpo
Pongo il pongo
Lego un lego
Ciuccio un ciuccio
Cozzo una cozza
Spazzo un pazzo
E mi so rotta…il czz…
Continuate voi, se ci riuscite o)
12:33 Scritto da: ventiseiaprile in Stronzate Varie | Link permanente | Commenti (23) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
29/09/2008
Paillettes
Quando scelgo come vestirmi penso sempre alla maniera più adatta per stare al centro della disattenzione. Ciò implica, rigorosamente, semplicità, cura per gli ornamenti vari che siano piccoli ma discretamente adatti, silenziosità delle scarpe, trucco appena accennato e quel piccolo particolare fuori posto che dichiara a tutti che non sono stata un’ora davanti allo specchio prima di uscire di casa. Così, quando sto per entrare in un luogo pubblico o che sia semplicemente frequentato da altre persone, faccio sempre caso che nessuno mi stia guardando. Nessuno deve accorgersi di me. Non è una questione di timidezza ma credo si tratti piuttosto di egodecentrismo. Lo so non esiste in psicologia, e difatti il dizionario di word me l’ha sottolineato in rosso, ma forse solo perché nessuno ci ha mai veramente pensato. Potrei definirlo anche una sorta di federalismo antropologico, nel senso: se io non sono al centro dell’attenzione, allora posso spaziare negli ambienti come meglio posso e come più piace, lasciando che gli aspetti positivi di me (qualora ce ne fossero) anziché concentrarsi in un unico posto e nello stesso momento dando origine ad un momento di gloria destinato ad esaurirsi al passaggio della prima donna tettonica che passa, vadano piuttosto ad insinuarsi lentamente, silenziosamente, quasi impercettibilmente nella mente di chi ancora non sa che magari, distrattamente si accorgerà di me. Lo faccio perché per me il “non volere a tutti i costi una cosa” è alla base di tutto, amo la casualità come fonte primaria di soddisfazione personale, mi piace nascondermi per essere trovata, mi piace confondermi per essere individuata. Tutte queste cose ho pensato, mentre una commessa svogliata e con l’aria afflitta continuava ad esibirmi abiti appariscenti per invogliarmi a comprarli insinuando che la semplicità non è mai stata di moda, fino a quando non l’ho frenata bruscamente e le ho detto in tono secco: “No grazie, è una questione di gusti, a me non sono mai piaciute le pailettes!”
11:31 Scritto da: ventiseiaprile in Stronzate Varie | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
27/09/2008
Una preghiera

Questa è la mia intima e silenziosa preghiera.
Inovoco tutta la mia Fede affinchè salvi te dalla tua sofferenza
e salvi da me da questo senzo di impotenza e di disperazione.
Ti voglio bene...Maddy!
11:30 Scritto da: ventiseiaprile in Dediche | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
24/09/2008
Vita e vite
La felicità esiste e dura un attimo. Il resto è voglia di vivere. L’ho capito ieri sera quando sono tornata a casa dopo un incontro con le amiche storiche. Quasi tutte hanno dei figli e sono incredibilmente belli. Mi piace amare quei bambini pensando che sono oggi la materializzazione dei nostri sogni di vent’anni fa. Mi piace vedere le loro case trasformate in deliziose nursery dove ogni piccolo dettaglio fa capire che le loro vite hanno preso una direzione unica che è colorata o di rosa o di azzurro. Mi piace sentire addosso alle mie amiche l’odore di madre e notare le loro “rotondità” delle quali è evidente che non si fanno più alcun cruccio ormai. Eppure ogni volta non posso fare a meno di sentire, quanto il mio universo sia lontano dalle loro vite. La differenza la sento già quando provano a convincermi che io stia perdendo tempo insinuando con premurosa dissimulazione che la mia vita sia attualmente inutile. Lo fanno con affetto, è ovvio, ma per me non sono mai esistite le scelte obbligate, le rifiuto a prescindere, nelle piccole, così come nelle grandi cose. Mi parlano di amore come se fosse una scoperta tutta nuova, e mi raccontano della trasposizione di ogni loro bisogno su di un’altra vita come fosse il più altruistico dei gesti.Eppure ho sempre creduto che amare un figlio proprio sia un po’ come amare sé stessi dando così per scontato che si incominci a vivere per loro che trovo insopportabilmente inutile il fatto che qualcuno me lo ribadisca come se non fosse un concetto già sufficientemente chiaro ed evidente. E’ amare quello che non ci appartiene che è difficile, quello che non ci piace, quello che non ci gratifica, quello che non ci corrisponde, quello che non ci tornerà utile quando alla fine saremo soli e fragili. Non so come spiegarlo, ma è come se io fossi già madre di tutto ciò che amo. Ho fatto questa considerazione rientrando a casa mentre aspettavo che si aprisse il cancello automatico è ho scorto mio marito che stava rientrando a casa prima del solito, i gatti che si sono elettrizzati già al rumore della mia macchina, il cane che scodinzolava spasmodicamente pronto a corrermi incontro e la radio che trasmetteva una bella canzone. Ho pensato che non potrei essere più felice di così…tutto il resto sarà figlio di questa incredibile voglia di vivere che oggi sento nascere e crescere dentro di me.
11:38 Scritto da: ventiseiaprile in Riflessioni | Link permanente | Commenti (63) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
22/09/2008
Un senso
Se dovessi dare un senso alla mia vita…sceglierei l’olfatto. Non so perché ma mi è venuta in mente questa cosa. Sarà perché ho vissuto sempre un po’ “a naso”. E non è solo un classico modo di dire, io proprio mi lascio guidare dalle mie percezioni olfattive, quelle che da sempre hanno determinato il mio infallibile “fiuto” e quelle che ancora oggi mi permettono di viaggiare meravigliosamente nel tempo. L’odore dell’autunno, ad esempio, che questa mattina mi ha inebriato le narici non appena ho aperto la finestra, mi ha riportato, direttamente sui banchi della scuola elementare. E allora, oltre alla fragranza della terra umida del cortile, bagnata da una pioggia sottile, mi è ritornato alla mente, l’odore di gomma sintetica delle “caloches” che mia madre mi obbligava ad indossare, manco avessi dovuto guadare ogni volta un fiume in piena, e quello, molto simile, dell’ombrellino in plastica trasparente, considerato una conquista delle bambine più caparbie che erano riuscite ad ottenerlo in sostituzione a quello coi disegni in cachemire grigi e blu del nonno che era ancora “buono”. E poi l’odore emanato dal movimento incerto delle pagine del diario tutto nuovo, quello un po’ “acidulo” degli Stickers con il quale veniva presto decorato, quello alla “mela verde” che proveniva dai capelli della mia fascinosa compagna di banco. E ancora mi ricordo che mi piaceva l’odore dei fogli di computisteria perchè lo associavo immediatamente a quello che si respirava nella tabaccheria dove mia nonna mi portava a comprare il “giocattolo” se facevo la brava e puntualmente storceva il naso perchè sceglievo solo tra la maschera e la spada di zorro. Era bello l’odore della saponetta camay, quella di colore blu che si mescolava con quello del Vim in polvere fragranza alpina ogni volta che mia madre mi immergeva nella vasca da bagno per poi asciugarmi con i teli che sapevano di spuma di champagna e lavanda selvatica. E poi l’odore dolciastro dei pannolini delle bambole, così bello che sarei stata per delle ore ad annusarli, e quello di plastica bruciata che usciva dal mangiadischi dopo il terzo o il quarto disco in vinile inseriti di seguito. Potrei non fermarmi più…davvero, ma la nostalgia sta prendendo il sopravvento, oltre ad un senso di frustrazione, per aver realizzato che ho venduto troppo presto “al miglior offerente” i ricordi dell’odore vero della vita. Quello dei fiori di campo appena sbocciati, quello del pane appena sfornato, quello del grano appena colto, quello delle uova appena covate, quello dell'uva appena pigiata, quello del latte appena munto...dal seno di mia madre o)
11:44 Scritto da: ventiseiaprile | Link permanente | Commenti (39) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
18/09/2008
6° Anniversario

Scusate se non aggiungo altro, ma divento piuttosto timida quando si tratta di parlare d'Amore.
Aggiornamento: Mio marito mi porterà a pranzo in uno splendido ristorante...qualcuno forse si domanderà "perchè poi non a cena?!?" E' semplice...perchè io sarò pure una benFica...ma contro un'intera squadra, ahimè, non posso proprio competere! o(
10:52 Scritto da: ventiseiaprile in Passione | Link permanente | Commenti (30) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
17/09/2008
Notte prima della prima notte
Domani è il grande giorno. Che strano, dovrei sentire il terremoto dentro e invece ho solo una gran voglia di andare a dormire che sono troppo stanca. Mi guardo intorno e mi sforzo di pensare che da questa sera in poi non dormirò più in questo centimetro quadrato ricavato a malapena da una stanza divisa in due più piccole per potere avere uno spazio tutto mio e dovrei essere contenta perché la casa che invece mi aspetta è come io l’avevo sempre sognata dai tempi delle bambole. E invece penso che non farò più le sfide nottambule a “virtual striker” con mio fratello e che non lo sveglierò più durante la notte per fargli le pernacchie a trabocchetto. Non mi sentirò più libera di piangere come una quindicenne davanti ad un film di Richard Gere e Giulia Roberts senza che qualcuno mi dica che sono una romanticona deficiente anche solo per avere scelto di guardarlo. La notte poi, è sempre stata il mio regno, quello nel quel nessuno poteva e doveva entrarci e mi domando preoccupata come sarà quando avrò voglia di alzarmi per andare a svaligiare il frigorifero indossando i soliti sandaletti rumorosi per raggiungere le noccioline tostate che mentre mastico producono un ritmo tale da poterci ballare i latino americani più sfrenati. In fondo, anche se stiamo insieme da dieci anni, cosa ne so io delle sue abitudini notturne. E se russa?!? Oddio io non sopporto sentire russare di notte, potrei anche spaccare una parete per questo. E se non gli piacessi senza trucco? Non ci avevo ancora pensato! Insomma, io la mattina c’ho due occhi che sembrano le labbra della Parietti e i capelli sui quali gli scienziati potrebbero studiare il fenomeno dei cerchi nel grano. E se anche lui si dovesse addormentare così come l’ho sposato per poi risvegliarsi al mattino dopo come Edoardo De Filippo quando dice “te piace o presepio eh?!?” Dio che incubo… E se poi pretendesse di fare l’amore tutte le sere o se invece si dovesse abituare ai miei completini sexy senza desiderarmi più come quando “non si doveva e non si poteva” e quindi c’era il gusto un po’ amaro del frutto proibito?!?. Basta devo smetterla con tutti questi se…devo andare contro la natura perversa della donna felice, quella per la quale, se stai per realizzare un sogno prima ti devi fare prendere a martellate il cranio da un esercito infinito di stupidi fantasmi…Questa volta non mi sentirò in colpa per avere avuto molto più di ciò che merito, questa volta non voglio avere paura..di essere felice!...(continua)
11:34 Scritto da: ventiseiaprile in Ricordi | Link permanente | Commenti (31) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
15/09/2008
Sport & Spot
Questo post l’ho pensato ieri sera mentre con mio marito guardavo la domenica sportiva e lui preparava una macedonia. Dopo almeno tre ore mio marito continuava a tagliare frutta e i tizi seduti in quello studio stavano parlando ancora dell’unghia dell’alluce del piede sinistro di un giocatore a me sconosciuto per stabilire se si fosse spezzata a seguito del tiro in porta o se proprio lui se l’era tagliata male. Roba che anche le castagne che avevamo appena comprato hanno iniziato a spaccarsi da sole nel cestino. Per fortuna, però dopo altre sei ore, e terminati tutti gli argomenti possibili riguardanti i calciatori, le loro mogli, i parenti delle loro mogli e i presunti amanti di quelle gran figlie delle loro mogli, hanno dato i tanto attesi risultati riguardanti le varie discipline delle paralimpiadi. Eh, si perché per chi non lo sapesse, è in corso, sempre a Pechino, la seconda versione dei giochi olimpici, quelle per cui gli organizzatori hanno pensato di introdurre le seguenti nuove discipline: il tiro dell’arto, la stampella a squadre, il lancio del menisco, la mano a palla, la ginnastica stica (senza arti), i buffi dal trampolino, il nuoto protesizzato, il salto in banco, il lancio della ipocrisia e la presa per culo. Certo le paralimpiadi sono una cosa bella ed importante, talmente importante che per essere informati sugli eventi basterebbe prendere il primo volo per Pechino ed andare a consultare direttamente il medagliere esposto all’uscita dello stadio principale. Anche se in effetti ciò che più conta è il messaggio sociale che intendono lanciare e cioè ricordare al mondo che esistono olimpiadi e paralimpiadi, atleti e paratleti, campioni e paracampioni, culi e paraculi. Eh si, perché secondo me tale può definirsi uno che nella vita ha pensato sempre e solo ai suoi allenamenti, se li è fatti pagare dagli sponsor, ha dimostrato al mondo intero che partecipare non è poi così importante, poi sale su un gradino e addenta una medaglia pensando di essere un eroe perché noi tutti siamo orgogliosi di lui mentre in realtà a me personalmente non me ne frega un emerito piffero. Per fortuna che le mie elucubrazioni hanno cessato di autoriprodursi quando Valentino Rossi, dopo la sua ennesima eroica vittoria ha raccontato a tutti la divertente barzelletta del nonno che aveva cessato di esistere. Ah perché…non era una barzelletta?!? Adesso capisco perché il telecronista parlava di ragazzo commosso che si stava sforzando di non lasciar trapelare le sue emozioni facendo appositamente smorfie e boccacce a tutti e dimenando con un sorriso a trentadue denti una gigantesca bottiglia di puro champagne francese facendolo finire casualmente sulle procaci forme di una modella messa li per fargli da spalla su cui piangere. Voleva rendere giustizia all’immagine di quel grand’uomo del suo eroino che come tale ha danneggiato il suo minuscolo cervello oltre che quello di mio marito e di tutti i maschi che stanno adesso leggendo questo post. Cos'altro dire: viva lo sport, quello sano come i valori su cui si basa, quello pulito come il cuore di chi lo pratica, quello che ti fa sentire orgoglioso di essere napoletano...solo perchè il Napoli ha vinto sulla Fiorentina o)
15:44 Scritto da: ventiseiaprile in sport | Link permanente | Commenti (42) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
11/09/2008
Un cuore
E adesso tango…ma questa volta guido io.
E ascoltami.
Non ti ho mai visto eppure ti conosco bene
Ti amo e ti detesto
Sei gioia e dolore
Sei inferno e paradiso
Sei passione che brucia
Sei vento che alimenta
Sei acqua che spegne e gelo che raffredda
Sei carne e sei pietra
Sei vita e sei morte
Sei ciò che sono io e io sono ciò che sei
E non fermarti, perché non mi importa quanto tu stanco sia
Balla ancora con me…
Balla sempre per me...
E batti…batti…batti….
11:01 Scritto da: ventiseiaprile in Passione | Link permanente | Commenti (57) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
09/09/2008
Alle donne piace stare sopra.
Analisi antropo/illogica sul comportamento e sulla posizione che le donne tendenzialmente assumono nella vita.
I rapporti tra donne, è risaputo, sono quelli più difficili.La causa risiede nel fatto che mentre tra uomo e donna si può tentare di raggiungere una forma di compromesso su chi deve stare sopra e chi sotto, tra donne questo è praticamente impossibile, perché nella stragrande maggioranza dei casi entrambe vogliono stare al di sopra. Ed ecco che scatta la competizione. La competizione tra donne, nella fattispecie, può risultare immediatamente evidente, o al contrario essere così sottile da diventare impercettibile all’occhio umano (nel senso proprio di uomo, maschio). Nel primo caso infatti, si assiste a delle vere e proprie chiassate, talvolta anche in pieno centro, che dopo una lunga serie di insulti sguaiati e volgari, culminano sistematicamente nella reciproca e vicendevole tirata di capelli. Nel secondo caso, invece, la “battaglia” si svolge su un campo diverso: quello socio/psicologico., che devo dire, ha dell’intrigante. Le donne, infatti si sfidano a colpi di battutine sferzanti, frecciatine velenose, allusioni “casuali”, esempi “appropriati”, rispostine a tono. Lo scopo è quello di: celare da una parte il bisogno assoluto di vincita, rivincita, o rivalsa, dipende dai casi, e dare “sfoggio” dall’altro di tutto il proprio ego. Perché diciamocelo, l’ego delle donne è per tutte molto sviluppato, l’unica differenza risiede nel fato che in alcune è direttamente proporzionale alla misura delle tette, in altri lo è nella maniera inversa. Gli ambiti di competizione delle donne inoltre, si può dire che sono molto vasti e vari, ma si farebbe prima a dire “tutti”. Giusto per citare qualche esempio, possono essere: la bellezza, l’intelligenza, il numero di corteggiatori dichiarati, il numero, sempre molto più elevato, di quelli presunti, le abilità culinarie, il numero delle rose ricevute dal marito il giorno delle nozze, le soddisfazioni personali, la realizzazione professionale, il numero dei figli, la bellezza dei figli, l’ intelligenza dei figli, la pagella dei figli, il numero di lauree dei figli…e via discorrendo. Ma, talune donne, abituate alla competizione, ne sono così assuefatte che addirittura perdono di vista la differenza tra “meglio” e “peggio” e arrivano al punto di sfidarsi anche su chi è più pigra, chi è più sciocca, chi guida peggio, chi è più ritardataria, chi è più dispettosa, chi più imbranata, chi più insoddisfatta, chi più strafottente, chi tratta peggio gli uomini, chi più trascurata, chi più grassa, chi più vecchia, in un crescendo di autodistruzione esistenziale pur di avere l’ultima parola che sia necessariamente, indiscutibilmente “più”. Anche io non mi escludo da questa analisi, però devo dire che molto spesso preferisco rifugiarmi sotto, forse per pigrizia, per carattere, ma un po’ anche perché penso di avere avuto già molto, anzi, troppo, anzi tutto, anzi….de PIU’!
11:57 Scritto da: ventiseiaprile in Stronzate Varie | Link permanente | Commenti (54) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
