03/07/2009
Gelati e tonsille
In questi giorni ho fatto una scoperta sensazionale che mi riguarda: ho scoperto di essere addirittura sensibile, assurdo, chi lo avrebbe mai detto!! Ho scoperto che nonostante il mio refrigeratore di sentimentalismi funzioni alla grande, ci vuol poco a farmi sciogliere come fa un fiordifragola al sole quando perde la sua forma rigida colandola al suolo in gocce di gusto e lasciando scoperta tutta la dolcezza del suo soffice e candido cuore di panna. E' una scoperta, la mia, che equivale alla individuazione di un lato oscuro e indefinito dentro di me, quell'ombra che non avevo mai potuto scorgere, avendo avuto compulsivamente cura di accendere i riflettori sempre e solo sulla forza centifruga che alimenta i miei comportamenti da "donna che non deve chiedere mai". E invece ogni tanto chiedo anch'io, come adesso che chiedo a me stessa un pò di tempo per ricordare, e un pò, perchè no, anche per piangere, prima di ricongelare il tutto, e di incartarlo sotto una travolgente voglia di andare avanti e di godersi un presente che ha il sapore trionfale del "premio" vinto per avere sopportato bene tutto quello che mi era stato tolto...proprio come quando si da il gelato ai bambini che vengono operati alle tonsille.
10:07
Scritto da: ventiseiaprile
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26/05/2009
Una giornata particolare....
Da quando ho iniziato a pubblicare cazzate su fb, non mi riesce proprio più di scrivere seriamente quello che mi passa per la testa. O meglio, se lo faccio, mi sono accorta di non essere più credibile. Ieri ad esempio, ho scritto che dovevo smetterla di essere impulsiva, riflessione che è scaturita da una serie di sbagli che ho commesso e per i quali sto pagando conseguenze che purtroppo non vanno mai in saldo, e un contatto mi ha risposto prontamente “questa volta non ho capito la battuta”. Sticavoli, mi sono detta!! Non voglia mai iddio che io stia diventando la scema del villaggio globale!! Devo assolutamente riprendere pieno possesso delle mie facoltà cognitive e proverò a farlo raccontando di sabato, in modo che possiate tutti sentire anche l’altra campana, quella di Napoli.
Non mi soffermo sui preliminari, tanto sono sempre gli stessi…pulizie un po’ più approfondite, installazione degli asciugamani di lino nel bagno degli “ospiti”, intensificazione dell’outing sui gatti affinchè non cagassero nei vasi durante la permanenza del gradito ospite, collocazione del tuner radio sulla frequenza di solo musica italiana che predispone meglio all’inciucio e prove davanti allo specchio dell’accoglienza, affinchè risulti più calorosa e familiare possibile. Risultato:
L’ospite si perde nel cuore della città soprannonimato “il bronx”, io vado nel panico peggio di lei perché non riesco a capire esattamente dove sia, lei simula sfacciatamente una tranquillità che possa in qualche modo rasserenare anche me e io che davanti allo specchio cambio il copione e recito: ma questa come czz ha fatto a sbagliare l’uscita?!?”
Ma lei è in gamba…e ci mette poco a raggiungere la mia dimora, solare e radiosa come non l’avevo mai vista, anche perché era la seconda volta che la vedevo :-)
E mi porta un dono meraviglioso, che non è il coprispalle fantastico di lana misto seta fatto con le sue fantastiche mani e che ha avuto anche cura di confezionare ad arte, ma è una cosa ancora più rara e preziosa: la condivisione.
Sembra scontato, ma la condivisione vera, quando la senti, ti sembra di non averla mai vissuta prima.
Ah, e poi dimenticavo, poteva mai venire a casa mia senza le mozzarelle?!?.... :-)
10:25
Scritto da: ventiseiaprile
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13/05/2009
Mai dire...stronzate
Abito di fronte ad una scuola materna. Il che è una fortuna perché vedere i bambini che vanno a scuola è sempre uno spettacolo straordinario. Ancor più straordinario è sentire le loro vocine che provano ad esprimere pensieri da adulti in un linguaggio tenero e spregiudicatamente realistico nello stesso tempo.
Idem non dicasi per lo spettacolo delle mamme che li accompagnano al mattino e che a volte stento a credere che siano le stesse quando se li vengono a riprendere. Un po’ come assistere alla trasfigurazione della premurosa e tenera mamma di Winnie the Pooh in Gozilla che non riesce a digerire il Gormito che ha appena divorato.
Fosse solo questo il punto, credo che il mio fegato non minaccerebbe ogni volta il suicidio per l’eccessivo carico di bile, come fa invece quando le sente parlare con i propri figli. A tal proposito ho stilato un elenco di cose che non dirò mai ai miei (eventuali) figli e che se mi dovessero scappare credo che mi costringerei a vedere per dieci volte di seguito il film: “tre metri sopra il cielo” dopo avere letto il libro.
1) Non avvicinarti al cane, che ti morde (quando non si vuole ottenere niente)
2) Guarda che chiamo il cane (quando si vuole indurre il bambino ad un comportamento specifico)
3) Non correre perché se ti fai male poi viene il dottore che ti fa la siringa con un ago enorme (forse sarebbe più opportuno spiegare al bambino che se si fa male poi la mamma se ne dispiace)
4) Ti sei sporcato il grembiule, lo sapevo! (queste mamme moderne sanno sempre tutto)
5) Non piangere, lo vedi che gli altri bimbi non piangono?!? (caso mai gli altri compagni non gli stessero già sufficientemente sulle scatole)
6) Se fai il bravo la mamma ti fa stare due ore in più davanti alla playstation (il Nintendo è sempre il Nintendo)
7) Non prendere a calci il gatto perché è sporco (non perché si fa male eh?!?)
8) Muoviti perché la mamma deve andare dal parrucchiere
9) Glielo dico a tuo padre
10) Non toccare perché è cacca (i miei figli dovranno realizzare il più tardi possibile che viviamo in un mondo di merda)
12:04
Scritto da: ventiseiaprile
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